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Visualizzazione dei post da novembre, 2012

L'ultimo passo

Per gentile concessione di una carissimo amico, Livio Arcidiacono, pubblico un post che rappresenta il punto di vista del promesso sposo di Desdemona e l'epilogo della loro storia. http://www.youtube.com/watch?v=6lbAok5tN_o "L'ultimo passo. Quando si comincia a vivere, si comincia sempre a pensare alla propria morte. E' inevitabile; è come un filo, una strada, come se dovendola percorrere in fondo ci si guardi sempre intorno, ma sopratutto si guardi a dove si sta andando. Se non scruti l'orizzonte forse non saprai mai dove arriverai. Io non l'avevo mai fatto prima. Il mio Lanista mi aveva avvisato: “Non pensare mai alla morte, Rodrigo. Altrimenti lei ti coglierà quando meno te l'aspetti, nel duello, guardandoti fisso negli occhi e paralizzandoti. Puoi dire solo una cosa al dio della Morte: non oggi”. Ho urlato ogni secondo della mia vita il mio disprezzo alla morte, nei brevi istanti in cui il cozzare di una lama rimbombava nelle mie o...

Di una morte ed di un nuovo inzio

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Non avevo mai pensato molto alla morte, non avevo mai avuto paura di affrontare questo passo; in essa si trova la pace che spesso la vita non ti dona. L'Abisso per molti è una voragine profonda, oscuro pozzo senza fine, io invece l'ho sempre immaginato come la promessa di una nuova vita; perché senza la morte la vita non può essere a pieno compresa. Certo andarmene per tradimento non era nei miei piani e fa ancora male, anche a distanza di mesi. Una ferita nel corpo e nell'anima che brucerà ancora per un po, anche se Riorak è bloccato con me nell'Abisso. Per vendetta Equinozio non lo avrà mai, fino a quando Dealuna non riporterà la sua anima in un nuovo corpo. Una sola cosa mi mancava. Lui. Rodrigo, ma non potevo nè volevo farne un rimpianto, anche se quando il Nonno mi aveva concesso di tornare per una sola notte nel Durgan centrale, avevo nutrito la speranza di poterlo rivedere ancora una volta. Portarlo con me  sarebbe stato il coronamento perfetto.... Desdemona...

L'inverno arriva

Una minuscola foglia che cade dall'albero ormai spoglio  Sola si guarda intorno. Gira, rotola, si stira, ma il vento freddo la porta altrove, lontano dal suo albero. Sola, sperduta, la barca più piccola in una bufera. Non dispera, non si oppone, sa che il sole la scalderà sempre, e dopo la pioggia il cielo si schiarisce. Una mano la afferra, un bambino gioca tranquillo, la solleva, la lascia cadere e la afferra prima che tocchi terra. Ora è felice la piccola foglia, si sente amata ed un raggio di sole da dietro le nubi la illumina. Leggera, sottile, si posa sul fiume e scorre felice fino al mare.