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Visualizzazione dei post con l'etichetta Desdemona Von Cerberus

Una notte nel Limbo

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"Qui, nel Limbo, dove ogni giorno sembra uguale all'altro in un susseguirsi eterno, la vostra identità è ciò che avete di più prezioso. Tenetela cara, o smarrirete tutto ciò che siete!" - "Ma io ho già qualcosa di molto più prezioso..." Ed il tempo rallentò e tacque ancora una volta, in quell'eternità che non sarebbe bastata a dire le parole che si erano troppo a lungo taciuti e solo le loro lame stridenti si erano confessate.  Quella era la sua faccenda in sospeso...

"Desdemona...ti ordino..."

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(disegno di Samuele Sciarrone "Melkior e Desdemona"

Il fuoco che danza

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Anche se mi vergogno un pò a pubblicare queste righe, sento il bisogno di alleggerire la testa da troppi pensieri e condividere anche questo piccolo granello molto personale di me. Mi permetto di suggerire questa come  colonna sonora adatta  adatta alla lettura “Cosa siamo noi, mia dolce e agguerrita Desdemona, uomini o demoni?” disse l'Imperatore, sfiorandole le labbra ad ogni sillaba . “La nostra natura ibrida ci permette di essere ciò che vogliamo, di prenderci ciò che desideriamo...ed avere tutto il potere che il nostro avido cuore brama di possedere”  “Mio Signore, la nostra fine è giunta giunta proprio per quel potere di cui parlate.  La mia per la ricerca di onore e la mia voglia di possesso di un giovane che pensavo avesse un cuore più debole, mentre la vostra proprio a causa di quel cuore che negli avventurieri ha continuato a battere.” “Come se ingenua, Desdemona...pensi davvero che io, Melkior, servitore del potente Abisso e uno dei suoi araldi...

La ballata dell'eroe

Mi è capitata per caso sotto gli occhi questa canzone e mi ha fatto pensare al mio bellissimo personaggio di Desdemona e il suo triste destino. Questa è la mia personalissima versione della canzone di De andrè: Era partita per fare la guerra  per dare il suo aiuto alla sua terra  gli avevano dato il Cerbero e le stelle  e il consiglio di vender cara la pelle  e quando gli dissero di andare avanti  troppo lontano si spinse a cercare la verità  ora che è morta la patria si gloria  d'un altro eroe alla memoria  Era partita per fare la guerra  per dare il suo aiuto alla sua terra  gli avevano dato il Cerberoe e le stelle  e il consiglio di vender cara la pelle  Ma lui che l'amava aspettava il ritorno  di una donna viva, d'un eroe morto che ne farà  se accanto nel letto gli è rimasta la gloria  d'una medaglia alla memoria.

Fuoco e ghiaccio

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In quell'attimo che sarebbe dovuto durare per l'eternità, con accanto l'unico uomo che avesse mai sfidato la morte solo per averla accanto, nonostante avesse giurato sulla sua vita di portare vendetta, un ricordo sbiadito, lontano, sfuggente, le invadeva la mente. Nel luogo in cui tutto era perfetto, ogni cosa era finalmente al suo posto e la VonCerberus aveva nuovamente la sua famiglia vicino a se, le mancava qualcosa; si sentiva agitata, presa da una smania che difficilmente si riesce a spiegare, quell'agitazione che ti pervade poco prima di dormire, che ti fa agitare le gambe come mosse da un'invisibile marionettista. Cercò il volto rassicurante di Rodrigo, ma si ritrovò sola, attorniata da una fitta nebbia dalle sfumature bluastre; il fumo denso la penetrava fin dentro le ossa ed il suo sangue ribolliva di rabbia e di desiderio, così costretta da una forza che non riusciva a comprendere. "Desdemona..." una voce che non a...

Di una morte ed di un nuovo inzio

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Non avevo mai pensato molto alla morte, non avevo mai avuto paura di affrontare questo passo; in essa si trova la pace che spesso la vita non ti dona. L'Abisso per molti è una voragine profonda, oscuro pozzo senza fine, io invece l'ho sempre immaginato come la promessa di una nuova vita; perché senza la morte la vita non può essere a pieno compresa. Certo andarmene per tradimento non era nei miei piani e fa ancora male, anche a distanza di mesi. Una ferita nel corpo e nell'anima che brucerà ancora per un po, anche se Riorak è bloccato con me nell'Abisso. Per vendetta Equinozio non lo avrà mai, fino a quando Dealuna non riporterà la sua anima in un nuovo corpo. Una sola cosa mi mancava. Lui. Rodrigo, ma non potevo nè volevo farne un rimpianto, anche se quando il Nonno mi aveva concesso di tornare per una sola notte nel Durgan centrale, avevo nutrito la speranza di poterlo rivedere ancora una volta. Portarlo con me  sarebbe stato il coronamento perfetto.... Desdemona...

Una lettera per Rodrigo Montoya

Rodrigo, spero che il viaggio verso la capitale sia stato tranquillo e che non abbiate avuto problemi al confine. Come sta Greta? Avrei voluto presentarle Franz, ma il tempo è stato decisamente poco. Sopratutto quello che ho potuto passare con voi. Io, Bjorn e Franz ci stiamo dirigendo verso il confine del Nord, per ordine di Ener in persona, è necessario controllare le nostre truppe fino a che la bolla creata dai paladini di Dianec non abbia preso forma, e rallenti così l'avanzata della truppe del Nord. Non so tra quanto riuscirò a tornare a Asendorf, spero presto, ma dipenderà da gli ordini. Sono certa che nel frattempo saprete badare a voi stesso e che mostrerete il vostro valore al Primo cavaliere e alla famiglia degli Aghel. Io me la caverò, come avrete notato ho la pellaccia dura. Vi farò avere presto mie notizie... mi mancate... Desdemona

La vita di Desdemona ( 3 parte)

"Cinque anni dopo arrivò in capitale un giovane mercante di Kena: Artorisu Kerker. Era alto, con i capelli chiari e gli occhi color nocciola; nonostante cercassi di nascondere a me stessa che non mi era indifferente, alla fine mi invaghi di lui. Quando la tua migliore amica ti dice di aver trovato l'uomo della sua vita che le ha chiesto di sposarlo, tutto quello che puoi aver provato per lui scompare.  Cosi successe anche a me: non ero innamorata, no, dopo aver rivisto i miei sentimenti per Victor non mi ero più innamorata di nessuno. E meno che mai mi sarei potuta innamorare di un uomo di Kena; non perchè fosse dell'altro regno, ma Artorius non era il mio tipo: era un bravo combattente, ma amava vantarsi dei suoi successi e metteva al primo posto se stesso piuttosto che la famiglia. Ma quando si è giovani queste cose non sono interessanti, conta l'aspetto e la ricchezza. Quella conto anche dopo in realtà . Erinda e Artorius si sposarono dopo 6 mesi e tutto sembr...

La vita di Desdemona ( 2 parte )

" Contro il volere di mio padre, ma con il benestare della zia Erika mi recai al tempio della città e chiesi di essere ammessa all'addestramento con i miei cugini e mio fratello Erik, che ci aveva raggiunto da qualche giorno. I primi tempi furono durissimi: da quando fui ammessa accettai di essere trattata come tutti coloro che si trovavano li, quindi nessuna lamentela, nessuna tregua o riduzione negli esercizi solo perchè ero una ragazza nobile. Avevo deciso la mia strada, e da allora la porto avanti con onore. Mio padre non riusciva ad accettare il fatto che preferissi passare ore ad allenarmi piuttosto che cercarmi un marito.  Avevo già 18 anni, uno in più di quelli che aveva mia madre quando era rimasta incinta per la prima volta. Ma non ero interessata a stare a casa a sfamare marmocchi, non senza Victor accanto a me, e se non potevo avere lui, avrei seguito al via sacerdotale. Infondo lui era anche il Cappellano.  Alla fine di una delle mie interminabili l...

La vita di Desdemona

Mi sono resa conto che senza dare l'idea di chi fosse il personaggio di cui parlo, molti punti non sarebbe potuti essere chiari a chi legge e non conosce il gioco per cui questo personaggio è stato creato, quindi ho pensato di inserire il racconto della vita di Desdemona Von Cerberus Prima parte: " Non ricordo molto della mia infanzia; papà dice che la mamma è morta poco dopo la mia nascita, perché l'inverno quell'anno era stato troppo freddo per la sua salute, cosi l'Abisso l'ha reclamata impedendomi di conoscerla. Quando mi viene raccontato di lei, un sottile profumo di viola avvolge i miei sensi; sono certa che erano i suoi fiori preferito, e lei era tanto bella.  La balia che mi ha cresciuto ne parla come una donna intelligente, allegra, ma molto debole fisicamente, ciò nonostante voleva una famiglia numerosa, per non lasciare mai la casa vuota. Alla fine è stata lei a lasciarla per prima; come Frenzen, anche di lui ricordo poco: era un omaccione da g...

La foresta del fauno

"Ci risiamo, ecco un altro che prova a conquistarmi!" questo pensava Desdemona mentre camminava verso l'uscita del forte in cui si trovava. Stava preparando la preghiera serale.  Erano stati due giorni intensi e anche pericolosi. Lei e Biorn erano gli unici VonCerberus per migliaia di miglia. Oltre ad essere gli unici sallariti,insieme alla nana, per chissà quanto ancora in quella zona. Un mese e mezzo di viaggio la divideva dai confini di Sallar e iniziava seriamente a mancarle casa.  Le mancavano i suoi partenti, anche se gli ultimi mesi non erano certo stati dei migliori: Victor non le parlava più da tanto tempo, quasi sei giri di luna, e gli altri sembravano cosi diversi nei suoi confronti, da quando era morto Fredrik. In realtà non le importava molto, le dispiaceva solo che Victor non le parlasse. Quello le faceva male . Quel pensiero l'aveva accompagnata fino a quel forte, nella speranza di trovare il figlio scomparso di un povero vecchio che av...

La taverna del Durgan Meridionale

Con la testa che le girava e le gambe molli, Desdemona avanzava verso l'accampamento cercando di mantenere il passo del cugino, di certo più fermo del suo. Teneva ben salda la spada e cercava di fare la massima attenzione ad ogni passo, anche se era stata più volte tentata di sfilarsi quelle scarpette da cortigiana che aveva deciso di mettersi.E la pioggia non aiutava di certo. Era stata una pessima idea vestirsi in quel modo, ma lo aveva promesso a Fredrik prima di morire e voleva mantenere la parola data. Anche se si era sentita profondamente ridicola. Fiocchi, merletti, scarpine da ballo non erano vestiti che facevano per lei. Un sorriso però ne increspò le labbra: era riuscita a battere Rodrigo, l'affascinante spadaccino di Kena, anche conciata da cortigiana. Infondo lui l'aveva sfidata nel suo campo, quando le aveva detto che non sapeva impugnare una spada . Doveva ammetterlo però: lui sapeva il fatto suo, e come maestro di spada ci sapeva proprio fare...